FEDERICA FRANCHI – violino

Come è iniziata la tua storia con la musica?

Una casualità: un pomeriggio una cara amica mi ha invitata a partecipare all’open day della scuola di musica a Bentivoglio. Dal momento in cui ho posizionato il violino sulla spalla non ho più smesso di suonarlo, un’emozione folgorante: tenevo tra le mani quella che sarebbe diventata una delle mie ragioni di vita; mai avrei immaginato che uno strumento così fragile e, al contempo, così potente potesse comunicare emozioni così viscerali.

Cosa ti ha spinto ad essere parte di questo concerto?

Ho suonato diversi tipi di programmi, anche di epoche completamente diverse, e quello previsto da questo progetto mancava nella lista! Io e Claudio abbiamo collaborato spesso in varie occasioni e ci siamo sempre trovati molto bene. Alla sua richiesta ben accolta di partecipazione a questa orchestra, miscela tra classico e moderno, non potevo di certo rifiutare: la bandiera degli archi va tenuta sempre ben alta e dispiegata!

Com’è lavorare in questo gruppo/a questo progetto?

Lavorare tra musicisti è sempre un’esperienza unica, un momento di condivisione che deve essere vissuto con serenità. Essendo un gruppo formato da diverse generazioni, è interessante osservare il confronto che ne scaturisce: va a crearsi una situazione in cui i ragazzi imparano dai professionisti, e viceversa!

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