Come è iniziata la tua storia con la musica?

A 6 anni mio nonno paterno, appassionato di musica, mi regalò un flauto approcciandomi alla lettura musicale. Da quel momento si è aperto un mondo di  scoperte e di sfide sempre più entusiasmanti. Ho cominciato a suonare la chitarra da autodidatta e poi sono passato al trombone.

Il tuo percorso didattico?

Sono sempre stato un autodidatta, sfruttavo la mia passione per la musica per cercare la padronanza dello strumento con alterni successi. Poi, come in tutti i rapporti, c’è stato un periodo di allontanamento finché in età adulta ho sentito il bisogno di colmare le mie lacune nella conoscenza dello studio della musica scritta. Mi sono iscritto al corso di trombone della Banda di Budrio con il maestro Giacomo Scanavini, e sono entrato nell’organico effettivo della banda. Continuo ancora nello studio della musica e della scoperta dello strumento.

E quello artistico?

La mia fortuna è stata quella di trovare sulla mia strada Claudio Castellari, che ha sempre saputo trasmettermi il suo entusiasmo e a cui devo il mio coinvolgimento in progetti su generi musicali diversi, facendomi al contempo acquisire la consapevolezza della mie qualità musicali.

Cosa ti ha spinto ad essere parte di questo concerto?

Mi sono sempre piaciute le sfide, suonare con un organico diverso dal solito e come scoprire nuove emozioni. Quando sono stato contattato per partecipare a questo progetto non ci ho pensato nemmeno un secondo.

Com’è lavorare in questo gruppo/a questo progetto?

L’entusiasmo che trasmette Claudio a tutto il gruppo è tale da eliminare qualsiasi problema nell’affrontare lo studio dei brani musicali, ti senti veramente accompagnato per mano. E’ un vero piacere suonare con questo gruppo di musicisti eterogenei e al tempo stesso un piacere rivedere veri amici. Fare musica così è un vero spasso! 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.