FEDERICO OLMI – clarinetto basso

Come è iniziata la tua storia con la musica?

Il mio primo approccio alla musica lo devo a quattro vinili di musica rock e pop che avevo in casa: Beatles, Rolling Stones, Moody Blues e Genesis. Soprattutto Selling England by the Pound dei Genesis, che regalarono a mia madre quando avevo 7 anni e che tutt’ora conservo.

Il tuo percorso didattico?

Ho iniziato lo studio del clarinetto a 8 anni. Dopo il diploma di quinto anno al conservatorio smisi di suonare per più di vent’anni per crisi adolescenziale o chissà. Poi qualche anno fa improvvisamente mi è tornata la voglia di suonare, una sensazione bellissima, e mi sono iscritto alla scuola Bernstein di San Giovanni in Persiceto.

E quello artistico?

La mia formazione clarinettistica è strettamente classica ma da quando ho ripreso a suonare ho iniziato ad allargare prospettive e orizzonti. Mi piace suonare tutto e ho iniziato a dedicarmi anche al clarinetto basso, uno strumento complessivamente sottovalutato e poco conosciuto ma dalle grandi possibilità espressive.

Cosa ti ha spinto ad essere parte di questo concerto?

L’entusiasmo di Claudio Castellari e la curiosità di cimentarmi con un genere per me nuovo.

Com’è lavorare in questo gruppo/a questo progetto?

Mi piace molto suonare in gruppi eterogenei per età ed esperienze musicali. Succede con l’orchestra della scuola Bernstein e adesso con il progetto MiM. Sono i prodigi della musica.

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