Come è iniziata la tua storia con la musica?

Sono stato vittima di “cattive” amicizie: intorno ai 12 anni frequentavo gente che ascoltava roba da capelloni e camicie a fiori. Gli artisti che mi hanno spinto a scegliere tasti neri e bianchi sono poi stati i Doors e l’organo di Ray Manzarek: da lì in avanti ho sempre cercato di ascoltare di tutto e suonare di più.

Il tuo percorso didattico?

Appena ho capito che per suonare bisognava studiare, cioè a 14 anni, ho deciso di farlo: ho studiato stili pianistici contemporanei ed arrangiamento con il Maestro Massimo Mantovani, ma nella vita ho avuto tantissimi insegnanti: tutti i musicisti con cui ho suonato mi hanno trasmesso qualcosa di prezioso.

E quello artistico?

Naturalmente ho cominciato con la musica rock anni ’70, poi ho avvicinato il jazz ed il funk e fondato la band dei Free Jam insieme ad alcuni amici musicisti di Ferrara; poi è stato il momento dei musical e del teatro; più tardi ancora ho avvicinato il mondo della world music e della cultura celtica. Insomma, alla mia età posso dire di aver suonato quasi tutti i generi, esclusa la classica e l’heavy metal: ma c’è ancora tempo.

Cosa ti ha spinto ad essere parte di questo concerto?

Mi piace continuare a vedere nei giovani e giovanissimi la passione che tanti anni fa mi ha spinto ad intraprendere questa strada e che ancora oggi mi porta ad esprimermi attraverso questa forma d’arte universale e poliglotta che è la Musica. Ah, e poi c’è Claudio Castellari…

Com’è lavorare in questo gruppo/a questo progetto?

Come sempre, i progetti di Klod sono una garanzia di passione e duro lavoro: ma la gioia di farlo insieme esalta la prima e fa svanire il secondo.

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