IL TUO SUONO (parte seconda)

Siamo alla seconda sezione dell’articolo sugli effetti che “colorano” il nostro suono.


N°4 Il BENDING è l’effetto di piegatura di una nota (richiede grande elasticità del labbro inferiore e grande sostegno di diaframma)

?️‍♂️ ESERCIZIO: Suona una nota lunga nel registro centrale, (TIENI BEN SALDO L’APPOGGIO DEI DENTI SUPERIORI) e muovi il labbro inferiore indietro rispetto al proprio asse allentando contemporaneamente la spinta sull’ancia.

Rispetto al vibrato ci sono 2 sostanziali differenze: 1) Si muove l’onda principale del suono e non le sue armoniche, 2) con un assetto ancia imboccatura più spinto (apertura dal 7 in su con ancia n°3 o 3 e mezzo) si può abbassare la nota anche di una terza o più.

Uno dei maestri assoluti di questo effetto è Johnny Hodges, che ha fatto del bending e del suo diretto discendente (il glissato) la sua personalissima ed inconfondibile firma.

N°5 Il GLISSATO è l’effetto di piegatura della nota di arrivo di un intervallo legato.

IN PRATICA, quando la tua tecnica sul bending è ben affinata puoi gestire il glissato in modo semplice ed efficace (sia negli intervalli ascendenti che in quelli discendenti) ? LA TECNICA E’ LA STESSA SIA SUL SAX CHE SUL CLARINETTO ?. Spesso i clarinettisti spiegando il glissato parlano di una scivolata sulle chiavi (che essendo forate permetterebbero l’effetto) ma in realtà se provi a farlo non succede nulla (resta una scala peraltro pasticciata) perchè è la modifica del suono che omogeneizza la scala creando il caratteristico effetto. Così anche sul clarinetto funziona meglio la tecnica del “bending esasperato”?.

?️‍♂️ ESERCIZIO: Suona un intervallo LEGATO nella seconda ottava del tuo strumento (ad esempio La – Re nel sax e Sol Do nel Clari) IMPORTANTE!!! la prima nota deve essere perfettamente intonata mentre la seconda inizierà con un lungo e lento bending fino al raggiungimento dell’intonazione. (ovviamente è bene che il bending sia il più ampio possibile)

INUTILE RICORDARE IL SOSTEGNO DI DIAFRAMMA E LA MASSIMA ELASTICITA’ E MORBIDEZZA DELL’IMPOSTAZIONE… VERO?

Prima di chiudere con l’ultimo effetto vi consiglio l’ascolto di alcuni musicisti che usano magistralmente gli effetti: Benny Goodman, Artie Shaw, entrambi maestri nell’uso del glissato, con personale invidia per la capacità di Artie di glissare i sovracuti (nel finale del suo concerto per clarinetto e jazz orchestra glissa un SOl – Do da paura) Harry Carnei, che colora il suo sax baritono di mille sfumature (da sentire assolutamente la sua versione di Sophisticated lady, in cui usa anche la respirazione circolare nel finale).

N°6 Il GROWL è l’effetto graffiato tipico dei saxofoni nel rock e nel blues, ma già abbondantemente usato dai jazzisti degli anni ’40 – ’50 e ’60.

Gli esempi di questo effetto sono davvero molti da Ben Webster a David Samborn, o Archie Shepp, (quest’ultimo ottiene un growl costante ma più soft perchè suona in fondo all’imboccatura esasperando le vibrazioni dell’ancia che diventano irregolari creando questo effetto sporco del suono, ma è davvero difficile controllare l’ancia e i fischi sono sempre dietro l’angolo)

?️‍♂️ ESERCIZIO: Suona una nota lunga in diversi registri (nelle note più acute risulta più evidente e facile ottenere il growl) contemporaneamente canta una nota il più possibile distante da quella che stai suonando. ATTENTO ad emissione ed intonazione!PERSONALMENTE trovo più facile emettere un suono molto gutturale (penso di cantare Ghhh molto basso ed ingolato) E’ indispensabile sperimentare per trovare la TUA tecnica, LA COSA PIU’ IMPOTANTE è non aver bruciore o male alla gola alla fine di questo esercizio (pensa a dover suonare un intero cocerto così!??? )

? PRESTO IN ARRIVO I VIDEO DIMOSTRATIVI ANCHE DI QUESTI ESECIZI.

BUON LAVORO!!! Klod

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